Le ragazze amano sempre di più il rugby. “Un anno monumentale della ovaler il Rugby femminile” lo ha definito Bill Beaumont, Chairman di World Rugby, che ha dichiarato anche: “Un aumento del 51% delle partite rispetto al 2018 è una dimostrazione del nostro impegno a far crescere e far progredire il movimento femminile a tutti i livelli, in particolare a livello internazionale. Offrire maggiori opportunità alle rappresentative femminili di giocare partite competitive continuerà ad innalzare lo standard del rugby anche a livello arbitrale in vista della Coppa del Mondo di rugby femminile 2021, che avvicinerà al rugby molte più donne e ragazze in tutto il mondo“.
La Coppa del Mondo del 2021, nona edizione del Torneo iridato, si disputerà in Nuova Zelanda per prima volta nell’emisfero meridionale. Dodici rappresentative, le migliori al mondo, si affronteranno nell’arco di sei settimane.
Il rugby femminile è una delle grandi storie di successo dello sport, con una crescita senza precedenti in tutto il mondo. I livelli di partecipazione sono ai massimi storici con 2,7 milioni di giocatrici a livello globale – che rappresentano più di un quarto della popolazione mondiale dei praticanti – e un aumento del 28% delle tesserate dal 2017. Per il secondo anno consecutivo, più ragazze hanno iniziato a giocare a rugby a livello globale rispetto ai ragazzi e oltre il 40% dei 400 milioni di fan del rugby sono donne (dati forniti da World Rugby, ndr).
E in Italia? Da quando la Federazione italiana rugby (Fir) ha istituito il settore femminile, le tesserate sono aumentate del 1000%, passando da 600 a oltre 8mila. Numeri comunque ancora lontanissimi da quelli di Francia e Inghilterra, due delle squadre che l’Italia affronta nel Sei Nazioni, il che rende ancora più straordinari i risultati delle Azzurre. Nessuna delle giocatrici è professionista, tutte fanno un altro lavoro. E qui si apre una parentesi grande come una casa. Perché le disparità tra uomini e donne ci sono eccome.
“La continuità di risultati della Nazionale Femminile – spiega Maria Cristina Tonna, Coordinatrice del Settore Femminile FIR – ha acceso i riflettori sul movimento in queste settimane, ma è il lavoro quotidiano dei Club, l’impegno costante di tutte le giocatrici e dirigenti che il nuovo percorso tecnico vuole valorizzare sempre più. Oggi le tesserate rappresentano una percentuale ancora ridotta nel panorama rugbistico italiano, il proposito di FIR è aumentare sensibilmente il numero di partecipanti nell’immediato futuro con una serie di azioni di sviluppo del rugby femminile di base che costituiscono una parte centrale del nuovo percorso”.

 

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